Pietre
Il burattino senza sguardo è in balia di venti ingordi servono scarpe d’ombra per quei piedi storti c’è…
Il burattino senza sguardo è in balia di venti ingordi servono scarpe d’ombra per quei piedi storti c’è…
Scrivi per me la pioggia e verrò malandrino dei boschi uscirò dalla prigione della bruma a cospargere di g…
C'è del vero in questa sera mentre ricurvi i ciabattini non smettono di battere secchi chiodi e smaniosi i ruscel…
Guardo il mondo attraverso i cristalli ed è ancora buio ché al cristallo serve almeno una luce per dare un…
Lo sguardo s'incolla al tramonto nostrano le mani hanno ancora profumo di fior di lavanda strappata d'urgenza al
È così bello guardarti avvicinare al lampione delle vesti ingiallite le porti con timore alla luce e
La fedeltà del mio vecchio cane è nei suoi occhi neri e misteriosi agita i baffi su quel naso fine per
Il tuo profumo nell'aria è un rivolo che scioglie tormento d'anima lo sguardo che posi all'incrocio ambrato
E ticchettio d'orologi stigmatizza il ricordo di stridule poiane in libero volo occhi negli occhi congiunti
Un abbraccio che non mi stanca durato solo cinque anni io non so lasciarti andare se il buio t'inghiotte così
Esco presto oggi vado con il mio cane in cerca di rifiuti a stanare quei baldi cacciatori che han fatto nottetempo un
In un ultimo battito hai finito il coraggio e le parole sarai così stupita oggi coperta di gloria di tanta
Da grandi non si ha più voglia di correre chissà se sarei ancora capace d'attraversare con un balzo la
Sulla linea maestra l'attrito d'aria solleva dal mare un chiarore lontano e diffuso fecondo impeto rivelazione
Il letto ancora vergine di fragole montane sfrego la pelle d'acque silenti ma non cede ha un aspetto turgido di
E' burro la mente eccitata burro dalle mie caviglie alle tue mani che conducono al sogno nel sereno di una pallida
Un vento rauco batte insistente lo scianto sulle mie caviglie un frusciar di seta greve quasi da far male mi parla
Gonfio di quante nuvole era il cielo gravido di quante voci s'aggrappò al braccio di uno
L'acqua restava muta colore dell'inchiostro appena stropicciata faceva loro un cenno con il dito le sembrò
Seduta sotto il bianco gazebo aspettavo che si compisse la scena tu pantaloni da lavoro e sudore io ridevo e
Dal muretto di mattoni contavo margherite e l'occhio si perdeva tremante e lacrimava accecato da un sole che non ho
Così mi hai insegnato ad amare poggiavi la tua mano sul mio petto sentivo i colpi del tuo sangue
lunghe note di piano m'accompagnano a rianimare pensieri chiusi a cerchio una voce calda lingua sottile comincia
Sarà mio quest'urlo mentre cerco di fugare le paure o sono altre anime che chiedono ascolto è rabbia
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