Una bolla invulnerabile di sapienza
I tentacoli dei palmi non sostengono un viso mancante e dall'assenza sono sconcertate ma comunque si tendono a
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
I tentacoli dei palmi non sostengono un viso mancante e dall'assenza sono sconcertate ma comunque si tendono a
Le spalle del vissuto sono convesse e in candeggina mentre restano equamente distanti dalle rese del momento. Gli occhi
Il mio corpo è un gomitolo di graffi in cui conservo i vorrei. Sulle strisce di dolore che segue
I suoi occhi m'intingono i pensieri nel cielo e pecepisco gli angeli mentre la privazione l'esplora. La sua
Sono il bianco sugli spartiti e lei una macchia che musica il destino. Due archi scagliano gli anni.
Sono uno schiocco in assenza d'eco. Ostinatamente una vita.
E' mia la morsa da cui devono evadere i seni ma i morsi del loro gusto astratto impediscono alla labbra di
Ho spinto le persiane facendole picchiare il muro che ha pianto d'intonaco rivedendomi in lieve sporgenza su quel
Sei un tarlo cardiaco; il cuore fa spiovere calore e dentro resta la tua emarginazione. Ti rivivo, ingannando i giorni
Metto gl'indici a confronto per recitarti il mio bisogno mentre tu scopri i denti per abbagliarmi di sollievo. Un
Mastico l'alba perché gli sputi dei miei rutti tornino a scintillare d'ammirazione primordiale. Un cervello
Tra i detriti d'ira della Madre stanca girovagano intontite creature senza più trama. Lacrime
In un nido d'inverno adagio paternamente gomitoli ovali d'autunno. In scatola cranica semi di piume.
Ti accoppi con la speranza per poi godere di compassione visto che non puoi richiedermi il cuore. Curi il tuo
Emozioni sismiche spezzano l'affresco ematico ormai raggrumato in scaglie d' insofferenza tra strati di pelle imposti
Separo le labbra; nelle sembianze d'un grido reliquio il tuo passaggio.
Cavo, cieco e schiacciato percorro mutazioni informi nell'aria, che placca fievolmente la corsa, per ritrovar suolo.
La puerizia è spacciata, sotto una stele di ghiaccio rannicchia scorie di genuinità. Mi omaggia di un'ampolla;
Ho bisogno di possedere! Sei il bottino dell'euforia, padroneggi molteplici templi che innalzano la libido sono
Sono qui, in compagnia della tua assenza, sposata da troppi anni con la mia misantropia, tanto da stancare anche i
Mi son chiuso nel tempo
Le favole non riposano corrono, fuggono, tribolano realtà è alle calcagna che digrigna il grigiore.
Il cielo d'oggi è in camera grigia, striature orizzontali beffeggio del sole a catturar il ticchettio, tra vuoto e
Catturati da un attimo, un fulmine d'ebbrezza, attraversammo l'esistenza avviticchiati. Fummo sostenuti da amore,
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