Il dolce sole
Dorato andare cercando il dolce sole viaggiatore che i passi desidera culla di quell’allegria rotonda stretta
Dorato andare cercando il dolce sole viaggiatore che i passi desidera culla di quell’allegria rotonda stretta
Il parabrezza è distratto all’appannato amico ad intuire i fari della pozza notte. Un rumore strano con i sottotitoli…
Braccia aperte incontro in sottana ai dadi del bacio scoperta in ritorni e giri di sapere bambini. Notte fonda
Non è la prima volta che i fiori sbocciano sulla porta delle crepe e i petali prendono il volo senza essere
Sensazione le labbra una seta in natura. La notte un poco sulla bocca s'arresta prima dell'avvampo chè la
Chissà se è il vento o i gabbiani a giocare sul filo d'orizzonte quando barcolla l'alito del mare per desiderio di
Passano le pagine fino ad un punto come l'oro all'orizzonte che dispensa la notte nel suo modo di pensare il giorno che
Affanni e pensieri d'ogni forma dove di casa è clima una freccia nella culla del cuore il primo palpito di fuoco goccia
Arranca confidente un gabbiano per poter seguire pareti d'acqua sulla scia di qualche peschereccio. Una voce adesca
Vuole solo essere un punto fra le due macchie del sole e della luna eclisse. Il tempo di spolverarmi sognando si muove
Di conchiglie del canto flauto dell'abisso ancora ebbra un suono. Il tuffo annodato di salmastro mi spinge il corpo alla
Allungo il passo e mi attardo cercare. S'inchina d'accogliermi il tacere perché comprende ancora il velo del mio
Pungolano l'attimo petalo dopo petalo strappati i profumi della rosa quando è angoscia d'avvicinamento. Interminabile
Se la vita è sosta l'accende questo cielo sommerso che elevi a incantevole spazio d'amore l'ultimo fiato messo da
In punta di piedi, immagine, non d'addobbo, non fame di corpo e di consumo, ma rivoluzionaria normalità, io,
Il vento alza l'intima vela. Scioglie i capelli una vergine. E s'annunzia sulle sue labbra l'equivoco che muove le
Il sereno che s'apre sfuma certo d'un vento specchi appannati di fiato il suo abbandono cenere. Taccio sparpagliato
Un sax di fronte al mare. Disvela guizza l’alba sulla nota di ieri trabocca sull’orizzonte un rigo. Sospensione è
La farfalla degli occhi neri ha le pupille sulle ali e un lungo volo a semicerchio a disegnare l'invito al mio pesante
Due picchi su un muro a secco setacciati gemelli tondi come le sorbe quasi sconosciute nella loro maschera bruna si
Volo di brace del nostro focolare dalle radici al ramo. Confonderei anche un merlo se non avesse il becco giallo. Il
Una collezione di vecchie pievi sotto il velo dei rovi a pergola che pende noia di more mai colte abbandonate dal
Stamattina l'aloe si è piegato d'infusi prodigio forse stramazzato. Nella freschezza della tua camicia da notte l'hai
Una foglia secca su di una gemma posa. Incontri e soste. Un salto d’età dal trapezio d’un ramo prima della rete
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