A primavera
Abbi cura di te cuore di pane che il futuro pare falsificare le carte dentro questo mattino la bambagia è un livi…
Abbi cura di te cuore di pane che il futuro pare falsificare le carte dentro questo mattino la bambagia è un livi…
In punta di macerie tolgo cardini fatti di sorrisi impasto di meraviglia gli occhi ombrosi potessero i miei muri rispond…
Pagina dopo pagina leggevo dai vetri i sorrisi ora fiduciosi ora più amari ibridi dei bimbetti scapigliati
È questo niente che mi appartiene a scivolar lontano ha l'alveo smisurato che incatena una faccia sorridente per
Sogno strade interrotte che percorro dicendo frasi incomprensibili nella coda dell'occhio ho baleni alle labbra un
Plano in un volo ammaestrato non è rete il cielo non ha forma un magma assorto e lattiginoso privo di
Testimoni fedeli le parole come i monti agli allarmi di baleni alla folgore che penetra e scompare ai fremiti di
Un affanno di dolcezza penetra l'aria dei bambini sperduti veleggia l'anima un pianto silente e un gioco labirinto
In alto è volato l'ultimo palloncino lasciandomi in mano un pezzo di spago ricordo di quando spiavo gli
Sulla scia d'una stella cadente da quando avevo pochi anni e le trecce sono ricordi di ginestre abbarbicate di
Tu che in tempi di vendemmia da un foglio bianco stilli semi neri di vita tu che laceri i sogni per non farli
Con andatura lenta va sulla sterrata alternando ogni passo al mio sobbalzo carezza sul collo gli basta il
E' l'odio di turno che investe e dilania la vita di uomini forti soldati addestrati al valore è l'odio che
Va che tutto dorme sul greto del presente e rumina lontano un temporale lo sai che mi piaceva scrivere di
Alimenta il braciere perché non si fermi la fiamma quel pugno ben stretto sul vecchio ventaglio riscalda
Stravolte da rosea luce s'aprono prospettive mattutine occhieggiano ancora addormentate giganti le sagome dei monti
Se domani non esisterai l'acqua degli alpeggi si farà stagno e l'aria avrà l'odor acre del
E m'inoltro tra abiti gocciolanti sulle sabbie molli ritiro di marea ho dita nervose che strappano la stoffa e
C'è una stella che cade stanotte per commuoverci entrambi saliamo per mano i gradini alla torre di
Le punte del bosco reggono la luna sfinge spavalda e piena tra grappoli di vetri che luccicano quali cieli felici a
Scivola la pioggia e si rinnova incatenata resto al mostro del mio chiedere datemi un sogno perché lo possa
Nel cruccio mattutino anche la luna s'allunga tra stropicciate nuvole ancora fresca è l'aria ma le vele
Mi lavo il viso con acqua salata per ricordare un'ultima volta il tuo sapore sulle mie labbra fare oroscopi
La terra che ci è madre non risponde mai a caso trema sotto i miei piedi mi fa dimenticare dove sono tu dove sei
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