La tregua
La fatica di un sorriso è quella di chi aspetta prima di appendere una giacca alla sedia del dubbio quando una st…
La fatica di un sorriso è quella di chi aspetta prima di appendere una giacca alla sedia del dubbio quando una st…
Ci siamo contate in ogni casa c’è una donna che manca è ciabatte riunite una sedia imbottita del
E' in questo luogo che riesce a stare in piedi priva di saluti la mia vita chioccia di guizzi e picchi di montagne ferro…
Alle follie dell'inverno aggiungo una mia calzante e furiosa quale il brusco violaceo eruttare del tuono che la grandine…
Si articolano ombre dai rami incappucciati parvenze freddolose di illusioni vagano a passo grossolano i pensieri sfratta…
Stramaledetta la vita quando dice addio obbligandoti dietro una tenda a temperare gli attimi che si infilano
Prestale orecchio distoglie dall'universo intero questa pioggia che batte di zoccoli la mente di notte colora un
Il paesaggio insolito delle dune turgide a sprazzi distratte da ciuffi di erba pioniera cantone arcano e
Amo della Natura l'assenza totale dell'ipocrisia l'agnello pasquale che mastica ignaro e affamato il ramoscello
Apparve virtuoso un braccio d'angelo si offriva per salvare una vita quanto è arguta quella messinscena
Il libro volta le sue pagine riottoso a offrirsi e il vento che non sa leggere lo inquieta dispettoso un volo di
Ancora qui invecchiata di stagioni rimuginando il ricordo mutilato d'avere tracciato da qualche parte un cerchio
Acuto di resine è il risveglio all'ombra di brughiera sterile macchia di fusti neri privati delle chiome eppure
Le parole ustionate come le piante dei piedi mi chiedono di rinunciare ammutolire concentrico è il coraggio al
Il viso incipriato in una posa antica parla in continuazione nei vestiti a rovescio e se hai voglia di
Luna di porcellana amica di fortuna in un fiorir di stelle sarta a schiena china abbozzi disegni modelli su carta
Del cammino sui sassi racconterai domani ora la mano è tesa a chiedere le membra arrotolate alla prossima
Aghi di pino per carni di selvaggina le foglie odorano d'aceto e sangue oscuri drappeggi le costole dei
Rovisto tra braci che scottano di sassi brillanti drappeggiano il mare poltiglie di specchi scorie del ferro
Due righe sul giornale parlano di te ma non possono dire come muore un campione muore come un uomo che ha dato
In un attimo la città si spegne e chiede anche al tramonto d'oscurarsi per riaccendersi brillante in lumini di
Ancora il ricordo m'affronta impavido col ghigno esasperante di chi sa sempre tutto sfodera le unghie sporche
Tu volevi i miei occhi e li ho colti per te io volevo la tua voce per farne un canto ed esser coro mai più
Grigia è la curva del lago s'increspa di piccole onde m'avverte che non serve aspettare il sole oggi non
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